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  • Nel nido dei serpenti

    Letto in un paio d’ore, grazie al prestito della mia biblioteca comunale, questo libro di Zerocalcare gira intorno al tema dei neonazisti dell’est Europa e del potere politico e giudiziario che detengono.
    Per dimostrarlo usa le due storie di Ilaria Salis (dove vengono ripubblicate le storie uscite su Internazionale) e di Maja T. (questa inedita).
    Da quei due eventi si parte per due diverse strade: una descrittiva, che parla di cosa sono i neonazisti in Germania dell’Est e in generale in Europa orientale, l’altra riflessiva, perché in tutto il libro c’è un fil rouge di riflessione sulla violenza, su quanta se ne può sopportare, su se e quando si deve reagire.
    Come in altri testi dell’autore, la riflessione è profonda ma non giunge a una conclusione forzata; si capisce come la vede Zerocalcare, ma non c’è giudizio, perchè, appunto, è un tema complesso e molte sono le sfaccettature e le situazioni personali da considerare.
    Sul tema della violenza, segnalo anche una bella puntata del podcast di Bebo Guidetti “Parlo da solo”.
    In entrambi i casi si va in profondità, perché la classica risposta “Violenza? Mai” non è sempre giusta al 100%, vedi anche il famoso Paradosso dell’intolleranza di Popper.
    Come sempre, la risposta forse più giusta è “dipende”.

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  • Boxes:Lost Fragments

    Carino, ma niente di più. Gioco di enigmi sullo stile dei “The Room” (di cui scrissi una dozzina di anni fa più o meno qui, qui e qui), questa volta giocato su PC, visto che era stato dato in omaggio da Epic Games Store.

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  • Disco Elysium

    Il più bell’esempio di interactive fiction che abbia mai letto/giocato.
    Se fosse una serie, ne parleremmo tutti come di una pietra miliare.
    Se fosse un romanzo, sarebbero a litigarsene i diritti per farne una serie tv.
    Ho un dubbio sul film, perchè una degli aspetti più importanti di Disco Elysium è la quantità di materiale: ogni dialogo, ogni side quest, ogni pezzo dell’enigma ha merito di essere raccontato e vissuto, e ognuno di essi ha un ruolo nella vicenda globale.
    Ogni pezzo tolto è una nota di meno in una sinfonia completa.
    E quindi non ci starebbe in due ore e mezza.

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  • Seguimi! Il marketing come culto, il culto come marketing

    44 sottolineature, in un libro da 300 pagine totali. Direi che l’ultima fatica di Gianluca Diegoli, “Seguimi! Il marketing come culto, il culto come marketing” mi ha proprio stuzzicato.

    Come in ogni brand cult, rimanere a mani vuote è una delusione: l’acquisto è un rito che permette di sentirsi parte del “cerchio magico” e partecipare attivamente alle conversazioni nella community, magari condividendo la propria prima routine con il nuovo oggetto magico.

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  • TR-49

    Stuzzicato dalla recensione estremamente positiva di giopep su Outcast (che rimane il mio sito videoludico di riferimento), mi sono buttato su questo TR-49.

    Cosa è? È un gioco-enigma, che vi pone davanti a un vecchio pezzo di hardware, per trovare informazioni.
    Si inizia con ZERO informazioni, guidati solo da una voce da una sorta di walkie talkie. E si inizia, pian piano, a usare il sistema e quindi a costruire una rete. Di indizi, di personaggi, di fatti.
    E questo vale per i due lati dello schermo…
    Ma si rimane sempre lì, su quella sedia, e si viaggia solo con la mente.

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  • Farsi male: Variazioni sul masochismo

    Libro durissimo. Sia perché (e non me lo aspettavo) richiede un po’ di conoscenze di base di psicologia / psicoanalisi, che non ho e che quindi ho dovuto un po’ rincorrere in giro per internet, sia perché (e questo invece me lo aspettavo) quanto ci si guarda dentro, quando si prende tempo per valutarsi, si scoprono anche delle cose che non sono immediatamente gradevoli.

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  • L’espressione più spontanea di una migliore versione di me

    Ho già parlato in passato di Riccardo Palombo, storico giornalista del tech che si è poi lanciato in solitaria a fare il content creator, con video su youtube, podcast e tanti articoli.
    Mi piace perchè è chiarissimo, diretto, assolutamente non costruito ed incredibilmente fattuale. Le sue recensioni di hardware sono un modello di riferimento per linearità, affidabilità e completezza.
    Negli ultimi anni, ha affiancato alla parte tech una riflessione più ampia, sulla letteratura, sull’età adulta, sulla vita.
    Lo fa principalmente nel podcast “Il mordente” (da poco ricominciato), ma lo ha fatto anche qualche mese fa attraverso questo L’espressione più spontanea di una migliore versione di me, un racconto lungo (47 pagine) uscito a un euro su Kindle, dove racconta il suo cammino dei Borghi Silenti, nel Lazio, fatto nell’estate del 2025.

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  • Fallout 3

    Con i miei tempi, nelle vacanze di Natale mi sono finito questo Fallout 3, che avevo preso e mollato più volte nell’ultimo annetto.

    Nonostante gli anni, è sempre un bel giocare.
    È il classico gioco in cui le meccaniche e la trama ti portano avanti, finché la parte tecnica regge e non “si rompe” diventando incompatibile con le macchine moderne o veramente troppo antiquata.

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  • Come funziona la musica

    Comprato su segnalazione del buon Riccardo Palombo qualche tempo fa, questo “Come funziona la musica” mi ha un po’ spiazzato, ma alla fine mi è piaciuto.

    Amiamo rivendicare la nostra unicità, ma veniamo messi sempre più di fronte alla nostra prevedibilità. Qui c’è un elemento di tensione: non vogliamo che ci venga tolta l’illusione della scelta, ma desideriamo le comodità che derivano dalla prevedibilità.

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  • Horses

    Un breve ma intenso walking simulator, un “oggetto” che ricorda che oggi i videogiochi possono essere un degnissimo strumento narrativo, come il cinema per Pasolini (c’è tanto Salò o le 120 giornate di Sodoma) o i racconti brevi per Shirley Jackson (c’è tanto The Lottery).

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